Friday, 18 December 2009

Sunday, 13 December 2009

Friday, 11 December 2009

Tribes

di Seth Godin

Non c'è l'indice, non ci sono capitoli: il libro mette in fila un paragrafo dopo l'altro, e lascia che il free flow delle idee, degli episodi e delle considerazioni ci porti a spasso attorno ad un medesimo concetto - che il modno (degli affari, di internet ma non solo) ha bisogno di leader appassionati.

Ero un po' scettico al principio: il Godin di libri ne pubblica davvero tanti, ad un ritmo che puzza di ghost writer. Il suo blog però è davvero carino e - come direbbe lui stesso - si è conquistato la mia fiducia.

Una volta accettata la de-strutturazione dei contenuti, mi sono fatto prendere e - nemmeno 4 ore dopo - lo avevo finito: leggero ma non banale, superficiale ma solo all'apparenza, "Tribes" è un bel libro, che appoggi sul comodino e ti dispiace che la "storia" non continui.

(Da sola vale il libro la citazione di Steve Ballmer: "Google is not a real company. It is a house of cards". L'avrà detto davvero???).

Thursday, 10 December 2009

Tirando o macaco

di Flavio Ferrari

Competing on Analytics

di Thomas H. Davenport e Jeanne G. Harris

Sunday, 6 December 2009

The return of depression economics

di Paul Krugman

Corto, essenziale, elegante, solido: non un libro eccezionale ma un'opera di livello - non un "libro di moda", insomma, ma un contributo concreto alla diffusione della comprensione dell'economia.

L'analisi nasce nel 1999 (anno della prima edizione) e viene rispolverata per il credit crunch in corso. La storia é la stessa: autoritá distratte (o compiacenti) lasciano fare il bello ed il cattivo tempo a (piccoli) gruppi che muovono grandi(ssime) somme di denaro, finché il giocattolo si rompre e paga Pantalone.

Lo shadow banking system che é crollato nel 2008 ha lasciato migliaia di milionari in giro per il (primo) mondo e spaventosi deficit fiscali che verrano ripagati con le tasse di tutti. Un'efficace meccanismo di redistribuzione...

Per risolvere la crisi del '29 (e la Depressione degli anni Trenta) ci volle "un programma d'investimenti statali - finanziato col deficit di bilancio - meglio noto come la Seconda Guerra Mondiale"; speriamo di cavarcela con meno, stavolta.

Saturday, 28 November 2009

Super Crunchers

di Ian Ayres

Un'altro stile "Freakonomics", "The undercover economist" o "Buy-ology": un'intuizione, tanti esempi, qualche informazione sfiziosa, scrittura scorrevole e - me ne comincio a rendere conto ora - un bel po' di citazioni incrociate.

In questo caso l'intuizione é che con tanti dati facilmente raccoglibili, la statistica e le sue tecniche sostituiranno l'intuizione - o meglio: la relegheranno (in certi campi) ad un ruolo d'indirizzamento del "data crunching", al quale verrà affidato il compito d'indicare la soluzione.

Se l'avessi letto prima degli altri, magari gli avrei dato 4 stelle!

Monday, 23 November 2009

Culture Jam

di Kalle Lasn

Questo "manuale di resistenza del consumatore globale" é stato scritto dieci anni fa, sulla base di esperienze ancora precedenti - più o meno dalla caduta del muro di Berlino. Leggerlo nel 2009 fa scattare il meccanismo del "vediamo se ci ha preso", manco fosse un romanzo di fantascienza: importanza dei "meme" (sì); sconfitta della Philip Morris (no); il guidatore d'auto privata visto male come un fumatore (solo presso target moooolto speciali, tipo 35 - 44 laureati Greater London).
Ma é la previsione sul potenziale impatto degli adbusters che risulta in generale sbagliata - o forse solo posticipata: i media continuano a dominare le nostre giornate (semmai, ancor piú di prima), America TM é in splendida forma e neanche il nuovo 1929 riuscito a schiodare i G7 (o 8, o 20) dal ponte di comando.

Il libro comincia bene e finisce cosí cosí: le quattro stagioni della resistenza (Autunno ed Inverno per inquadrare il problema, Primavera ed Estate per risolverlo) scivolano verso il vago ed il fumoso, e la passione della prima parte si stempera in appelli poco credibili all'azione individuale, al teppismo ed alla guerriglia urbana (OK, esagero, ma manco tanto).

Quattro su cinque, comunque, per premiare l'intuizione - giustissima - che ci sia qualcosa di marcio nel nostro consumo sfrenato e l'entusiasmo e la freschezza (nonostante i dieci anni) delle prime 150 pagine.

Friday, 20 November 2009

Managing Media Companies

di Annet Aris e Jacques Bughin

Jacques é McKinsey e Annet lo é stata, prima di passare all'INSEAD. É un libro di testo per MBA, pieno di case studies interessanti e - per fortuna, considerato il momento - molto aggiornato (edizione 2009).

I media devono fronteggiare 4 cambi di paradigma: dalla gestione della scarsità alla ricerca dell'attenzione; dal consumo del contenuto all'interazione con esso; dal pay al free; dal reach all'impatto in pubblicità.

Roba grossa, e molto interessante per chi di media ci vive (come me, da tanti anni). Il libro é pieno di grafici, di semplificazioni estreme (che aiutano a costruire il "punto di partenza") e di dati su aziende come Endemol, Youtube, RTL eccetera che sarebbero difficili da incontrare altrove - una volta letto, diventa un testo di riferimento - almeno per qualche anno!


Sunday, 15 November 2009

The undercover economist

di Tim Harford

L'ennesimo libro sul fascino nascosto della scienza economica, sul come essa sia in primis scienza delle persone e sul perché il libero mercato vada lasciato lavorare per stare tutti meglio.

Molti degli esempi dell'autore li avevo già letti da qualche altra parte: i venditori di auto usate, le assicurazioni sulla salute - persino il lungo capitolo sui prezzi del caffé non suona "fresco".

Non é colpa dell'autore, immagino: dipende da quale libro(i) leggi prima!

Questo é abbastanza ben scritto, ma non ha una struttura abbastanza forte da essere convincente. Il target ideale sono studenti d'economia che non stanno capendo le lezioni di macro: a loro - sì - sarebbe molto utile. A me ha un po' stufato giá a metá, e l'ho finito con sacrificio.

Friday, 6 November 2009

El asesinato de Galán

di Fernando Cortés Arévalo

Inizia benissimo, questo libro: la narrazione dell'omicidio, la tensione che s'accumula nei giorni precedenti, il ritratto del candidato liberale e dei suoi nemici che tramano nell'ombra... tutto il dramma ed il peso di un "magnicidio" che ha cambiato la storia del paese.

Peccato che poi Arévalo perda il filo, divaghi su inutili biografie (c'é davvero bisogno di raccontare la storia di Pablo Escobar in un libro su Galán? E la fuga dalla Catedral?), non riesca a tenere alta la tensione e sprechi il finale con due "documenti" giudiziari (le virgolette sono d'obbligo, visto che afferma di averli molto modificati) che affossano lo stile e disperdono l'emozione.

Trapela - in eccesso - la convinzione che Santofimio sia colpevole, anche se non ci sono altre prove che non siano le due confessioni di Popeye e Carlos Alberto Oviedo Alfaro (l'uno criminale incallito e braccio destro di Escobar, l'altro avvocato dei narcos ma anch'egli in galera per un doppio omicidio; per caritá, non che Santofimio mi risulti simpatico, ma anche questi due non l'inviterei a casa a cena...); m'immagino che ora stia lavorando ad una seconda riscrittura, visto che nel 2007 (due anni dopo questa "edizione attualizzata") anche Virginia Vallejo si é unita alla lista dei testimoni col suo "Amando a Pablo - Odiando a Escobar").


É quindi un libro per appassionati, per quei lettori che - come me - perdonano i difetti di forma ed ammirano il coraggio di prendere carta e penna e dire verità scomode che - nonostante siano passati 20 anni - ancora scottano.

Saturday, 31 October 2009

Cuarto Poder

di Emilio Juan Ruiz

Il libro é del 1996, ma la promessa del sottotitolo faceva ben sperare: "Come il potere economico s'inserisce nei media colombiani".

Speravo di trovare qualcosa sulla genesi delle tre grandi famiglie che ancor oggi dominano il panorama colombiano: Santos (El Tiempo), Santo Domingo (Caracol) ed Ardila Lulle (RCN). Ma purtroppo non c'é molto: qualche documento sfizioso, liste di azionisti, alcuni legami a me sconosciuti (ad esempio l'ex presidente Alfonso López Michelsen azionista di Caracol!), qualche dato sfizioso (la marca Postobón - ad esempio - viene dai cognomi del fondatore, Posada Tobón)e poco piú.

Vale lo sforzo, ma il risultato piú importante del libro é sottolineare come ancora non abbia trovato una vera storia dei media colombiani (o un'analisi profonda delle loro relazioni col potere economico).



Wednesday, 28 October 2009

King Camp Gillette

di Tim Dowling

Cento pagine formato A6, giusto giusto per un lungo commute in metropolitana. La serie si chiama Short Lives, la collana Short Books, il formato é perfetto per i tasconi di moda e l'autore - appuntamento fisso del sabato mattina sul Guardian Weekend - é una garanzia.

Lui, l'inventore della "lametta Gilletta", é un personaggio curioso, che si ammira ma al quale non ci si affeziona. Piú interessante l'opportunitá di scoprire come nascevano - cent'anni fa - i colossi economici di oggi: una buona idea, tanto sudore e persistenza, l'onnipresente capitale, la pubblicitá.... c'é tutto il capitalismo dei primi tempi (e sorprende scoprire in Gillette un utopista simil-socialista...)

Saturday, 24 October 2009

El nuevo aire de la televisión colombiana

É la "trascrizione" di un convegno organizzato dall'Università Javeriana per discutere della legge 182 del 1995.

Ha quasi 15 anni, quindi, ma il problema non é l'età - é l'insopportabile tono d'accademia, l'infarcitura di citazioni dotte, l'autoreferenzialitá... Oltretutto: all'epoca, tutti avevano ben presente cosa stava succedendo e qual'era il contenuto della Legge, ma considerando che un libro resta leggibile per decenni (io ne sono la prova), un riassuntino ad uso dei posteri ci sarebbe stato bene...

Tra i partecipanti Carlos Mejía Berrío (che compare tra i cento "potenti" dell'anno di Dinero), un paio di futuri ministri, Juan Guillermo Garcés - che vince il premio "Ve L'Avevo Detto" grazie alla seguente previsione: "sono sicuro che questo processo di privatizzazione ci porterá, in una decina d'anni, alla concentrazione della TV in mano pochi gruppi economici molto forti. Caracol ed RCN domineranno il mercato" - e l'attuale sindaco di Bogotá Samuel Moreno Rojas, che difende i meccanismi anticoncentrazione della legge alla quale lavorò come senatore e conclude dicendo: "se si avvererá la previsione di Garcés, dovremo ammettere di esserci sbagliati"...

Friday, 23 October 2009

Friday, 16 October 2009

La democrazia in 30 lezioni

di Giovanni Sartori

Avrebbero dovuto titolarlo "30 lezioni sulla democrazia", ma avrebbe venduto meno. Invece - con questo titolo ammiccante e dimensioni ridotte da ombrellone - sicuro i 9 Euro che costa li hanno moltiplicati per svariate migliaia di copie.

É un librettino insulso, che vi consiglio di evitare.

Si salva solo perché breve, e la sola é cosí corta che non pesa.

9/11 Contradictions

di David Ray Griffin

Saturday, 10 October 2009

Nudge

di Richard Thaler e Cass Sunstein

Wednesday, 7 October 2009

The spoilt generation

di Aric Sigman

Immaginavo che il Dottor Sigman avesse inteso lo "spoilt" nel titolo come "viziato" e non come "rovinato" - ma dopo aver letto l'ultimo capitolo non sono più tanto sicuro...

Che impatto ha sui bambini la marea di cambiamenti sociali che ha travolto la famiglia? Vedere più TV che "volti umani" é solo una triste condizione o ha anche un impatto sullo sviluppo? Passar tempo con la mamma é meglio, peggio o lo stesso che stare al daycare? "Fare la voce grossa" ha anche un significato evolutivo profondo?

"Per la prima volta nella storia dell'uomo, la maggior parte delle storie raccontate ai bambini non vengono dai genitori, dai nonni o dalla chiesa, ma da corporazioni lontane che vogliono venderci qualcosa". Basta questo concetto per chiarire che - davvero - stavolta qualcosa é cambiato, ed i nostri figli vivono in un mondo diverso; e non cito neppure gli universi virtuali dei "social network"...

Mi piace l'idea di fondo: educare i propri figli é un'attività sociale, che deve prepararli alla convivenza ed alla condivisione - non solo alla soddisfazione dei desideri od alla realizzazione dei sogni personali. E apprezzo l'approccio non politically correct: é chiaro che il Sigman non intende conquistare i voti o l'audience di gruppi come le mamme che lavorano, i separati e divorziati o una maggioranza dei genitori inglesi ed americani... Ha anche le idee chiare su come certi sviluppi sociali siano dovuti non al "comune sentire" ma al "dirottamento" di certi temi, che accade quando una minoranza fortemente motivata orienta le politiche sulla questione che gli interessa - e che per alla stragrande maggioranza delle persone non sembrava neppure un problema. Perché - ad esempio - in certi paesi sculacciare un bambino é un reato punibile con la galera? In che momento abbiamo dato credito all'argomento che vede nel buffetto il primo passo verso la violenza familiare?

Un bel libro - importante anche per i non genitori, perché anche a loro toccherà convivere con i figli degli altri...

Thursday, 20 August 2009

Grandes Mitos de la Historia de Colombia

di Pablo Victoria

La grande disgrazia colombiana? Sottrarsi all'illuminato governo spagnolo, i 200 anni dall'indipendenza sprecati ad inseguire riforme e standard già garantiti dalla Corona ma buttati alle ortiche dall'incompetenza dei criollos.

Questo - e non me ne vorrà il Professor Victoria per l'estrema sintesi - lo sfondo comune a tutti gli episodi narrati in questa prima parte (così si apprende a fine tomo) dei suoi "grandi miti della storia colombiana".

Dalla rivolta dei comuneros al quanto meno curioso episodio del florero de Llorente, dalla Patria Boba ad Antonio Nariño (al quale sono riservate un bel po' di mazzate), il nostro ci dipinge il quadro deprimente di una classe dirigente locale felice di servire gli spagnoli, poi avida del potere assoluto quando lo vede alla sua portata e finalmente - quando lo ottiene -incapace di decidere cosa farci.

Il risultato? Bisogna aspettare il secondo volume, ma spero che l'autore abbia tempo (e voglia) di portare l'analisis fino ai giorni nostri...

Saturday, 8 August 2009

7 lbs in 7 days

di Jason Vale

Leggere il libro é stata la parte facile... vediamo la settimana prossima!!!

Friday, 7 August 2009

Las comadres de la parapolítica

di Juan Carlos Giraldo.

La storia di Eleonora Pineda merita un libro migliore di questo. Da estetista a deputata; dal dorso d'un asino (su cui andava a scuola) al Parlamento, e poi al carcere; da Pueblo Nuevo a Bogotà, passando per le mille fincas dei paramilitari, spesso accompagnata dal politico di turno.

A suo nonno gli hanno sparato in testa - lei presente. Il fratello Máximo "lo hanno sparito"; idem suo padre: all'epoca, l'Urabá non era proprio un posto sicuro. Tocca poi a due fratellastri, poi a due fratelli - uno ucciso ad un posto di blocco dell'esercito, l'altro un "falso positivo". Una strage. Un esempio (tra migliaia) di cosa significhi la violenza e di quanto valga la vita in Colombia.


Speravo - ed il titolo m'incoraggiava - che il libro mi raccontasse questa storia. Macché: su 400 pagine, almeno la metà sono dedicate ad altre storie di mafia, parapolitica, violenza e narcotraffico. L'omicidio Garzón, alias Cadena, le foto succinte di Yidis Medina per SOHO, i gemelli Mejía Múnera, la storia di Don Berna... tutte incredibili, interessanti e fondamentali, ma una distrazione da quella che sarebbe potuta essere una gran bella biografia.
Va detto che Giraldo se ne rende conto, e dedica pagina 407 a spiegare il libro é una storia della parapolitica e non una biografia delle "comadri".

Sarà pure che il titolo e la 4a di copertina glieli ha imposti l'editrice, ma come lettore mi sento imbrogliato.



Tuesday, 4 August 2009

Wednesday, 29 July 2009

Buy-ology

di Martin Lindstrom

Tipica "sola da buona copertina": "preparati a cambiare idea su tutto", recita la citazione dallo Spectator, ed é chiaro che partendo cosí in alto l'unica uscita possibile é la delusione...

Ma Martin Lindstrom ci mette del suo: esempi un po' troppo datati (ancora la Guida-Michelin-che-é-stata-fatta-per-far-viaggiare-la-gente-e-consumare-piú-pneumatici?), malcelati sensi di colpa (lui lavora per i persuasori occulti, ed é inutile che cerca di convincere il lettore che fa esperimenti di neuromarketing per il progresso dell'umanitá) e qualche salto concettuale davvero estremo (il logo é morto, si affretta a dire sulla base di un esperimento nell'anomalo mercato ultraregolato delle sigarette).

Ci sono pagine interessanto di esempi un po' piú attuali, e lo stile non é male, ma non c'é abbastanza sostanza per soddisfare e resta la sensazione di essere stati fregati (forse dal giallo acceso della busta in copertina???).

Friday, 24 July 2009

Free

di Chris Anderson

Cominciamo da dove comincia Chris Anderson: qui si parla di free "gratis" e non di free "libero", e di come la diminuzione del costo dei tre "cavalieri della zerosfera" (storage, bandwidth e processing) stia trascinando internet verso il costo marginale zero (e quindi il "prezzo zero": free, appunto).

La tesi del libro? Il futuro dell'economia sará far soldi attorno al gratis, in un modo o nell'altro. Alcuni dei modi saranno tradizionali (dai campioni ai 3 per 2), altri un po' piú moderni (il freemium), altri ancora da scoprire ed esplorare. Se hai qualcosa da vendere, l'invito di Anderson é pensare da subito a cosa potrai regalare.

É evidente che alla fine qualcuno deve pagare: "gratis" - cosí finisce il libro: non leggete oltre se non volete ronivarvi la sorpresa - "puó essere il miglior prezzo, ma non l'unico" - da qualche parte il soldo deve venir fuori. Ma con internet le possibilitá sono enormi, le strategie nuove e gli esempi giá interessanti.

"Free" non é imprescindibile come "The Long Tail": é ben scritto, interessante, a tratti (rari) sorpredente, ma manca l'epifania, il modello originale e completo che ti fa capire fino in fondo un evento rivoluzionario che intuivi ma stentavi ad inquadrare. E poi, tre citazioni di WALL-E sono davvero troppe...

Monday, 20 July 2009

Tuesday, 14 July 2009

Nos dejó el tren

di Gustavo Pérez Ángel

Gustavo Pérez Ángel mi incuriosisce fin dall'esordio, con la sua analisi comparata del detto popolare: in Colombia si dice "nos dejó el tren", invece di "abbiamo perso il treno" - la colpa quindi non é nostra (come in "noi abbiamo perso") ma del treno (che "ci ha lasciato"). Mi trovo d'accordo anche con una delle idee di fondo del libro, ovvero che la povertá ed il (relativo) sottosviluppo colombiano non siano solo "colpa dell'impero" ma anche della classe dirigente, che non é (e non é stata) all'altezza della responsabilitá di guidare un paese.

Ed inizia quindi la storia delle ferrovie in Colombia, una storia che comincia tardi e finisce male, tra furbi intermediari, politici corrotti (ma Pérez Ángel si guarda bene dall'affermarlo esplicitamente), miopia imprenditoriale e guerre civili tanto frequenti da far parte di ogni decennio dall'indipendenza ad oggi...

Per caritá, ci sono anche le storie di successo: la funicolare tra Manizales e Mariquita che fa esplodere il mercato del caffé; lo sviluppo di Cúcuta e dei suoi lungimiranti cittadini, i primi a costruire una strada ferrata con tecnologia e capitali colombiani; il sacrificio e l'impegno dei tanti pionieri, costretti a vincere pendenze, climi ed ostacoli fuori dal comune.

Ma in complesso resta un sapore amaro, di occasione perduta - ed ancor piú se si legge il capitolo dedicato alle ferrovie nordamericane! Un bel libro.

Wednesday, 1 July 2009

La burbuja que hundió a Colombia

Il libro della UNEB (Unión Nacional de Empleados Bancarios) riunisce tre saggi sulle radici economiche ed istituzionali della crisi colombiana di fine anni '90 (non della crisi attuale che - coem sappiamo - ancora non é nemmeno scoppiata, ufficialmente...).

Si parla di globalizzazione finanziaria, di indipendenza della Banca Centrale e della necessitá di un politica di sostegno finanziario ("fomento") all'industria locale, ed il messaggio comune é il rifiuto del modello neoliberale e del Consenso di Washington.

Peccato che gli autori (non identificati) si prendano un po' troppo sul serio e non facciano alcuno sforzo divulgativo, cadendo spesso nella trappola del "pamphlet" accademico, incapace di comunicare con chi fin dall'inizio non sia giá d'accordo con chi scrive...

Il libro - scannerizzato in maniera rudimentale - può essere scaricato qui.

Friday, 26 June 2009

Lo statista

di Massimo Giannini

Monday, 15 June 2009

Los Pepes

di Natalia Morales e Santiago La Rotta

Saturday, 13 June 2009

História secreta de Costaguana

di Juan Gabriel Vásquez

Il canale e la nascita di Panama sono lo sfondo di una storia molto colombiana.

Un bel libro.

Tuesday, 9 June 2009

Sunday, 7 June 2009

Colombia: a brutal history

di Geoff Simmons

Da metà anni '80 agli inizi di Uribe, una galoppata attraverso gli "anni bui" della Colombia moderna: narcotraffico, corruzione, violenza, guerra civile... un prontuario di drammi da far spavento.

I quasi due secoli precedenti vengono sistemati con un paio di capitoletti - probabilmente per giustificare il titolo un po' ambizioso e troppo ampio - e poi via con una sorta d'inchiesta giornalistica piena di riferimenti alla stampa locale (ed a quella inglese).

Un po' troppa "desk research", ma un buon modo di rinfrescare perchè tanti colombiani hanno dato il benvenuto alla "mano dura" di Uribe e tanti altri l'hanno visto come il fumo negli occhi...

Thursday, 4 June 2009

Berlusconi's shadow

di David Lane

Troppa carne al fuoco nella "graticola" allestita da David Lane: in alcune parti, poi, Berlusconi c'entra solo marginalmente.

Certo l'autore sa di cosa parla e si é ben documentato (é corrispondente in Italia per l'Economist dal 1994), ma il libro non decolla.

Wednesday, 3 June 2009

Se telefonando

di Gianni Barbacetto

Carina l'idea (una raccolta di intercettazioni celebri), bassino il rapporto qualità/prezzo. In altre parole: costa troppo per quello che é - un'introduzione, un po' di contesto e qualche pagina di dialoghi eccellenti e squallidi.

Thursday, 28 May 2009

Saturday, 23 May 2009

Wednesday, 29 April 2009

Mi hermano Pablo

di Roberto Escobar Gavíria
con Juan Carlos Giraldo

Monday, 20 April 2009

Thursday, 12 March 2009

Sunday, 1 February 2009

Dadlands

di Daniel Blythe

Daniel Blythe é uno scrittore di circa quarant'anni, che ha deciso di raccogliere il suo punto di vista sugli eventi tipici (luoghi comuni) della paternità.

Il risultato é carino, divertente: non c'é nulla di nuovo (né il libro aspira ad essere un manuale o una guida), ma chi cerca profonde veritá filosofiche eviterá senz'altro un libro con questa copertina.

A me lo ha regalato Secret Santa (altrimenti lo avrei lasciato sullo scaffale), e lo/la ringrazio perché alla fine me lo sono letto tutto!


Scheda
dadlands
the alternative handbook for new fathers
di Daniel Blythe
Capstone; 2006
ISBN13 978-1-84112-679-1

Tuesday, 20 January 2009

Terrorismo S.p.A.

Il libro di Loretta Napoleoni é stato una delusione.

Forse le aspettative erano troppo alte: la quarta di copertina promette "un'interpretazione generale della storia del nostro tempo" (!), e in prefazione l'autrice annuncia che metterá da parte la controversa analisi politica per concentrarsi sull'aspetto economico di questo fenomeno che - secondo calcoli vari - fattura il doppio della Gran Bretagna.

Le 300 pagine che seguono però sono un mattone, un'accozzaglia di nomi (tanti), cifre (non abbastanza), toponimi di luoghi sperduti del Kazakistan e - sorprendentemente - anche un bel po' di analisi politiche.
Per caritá: sono certo che a qualcuno il libro potrà risultare interessante; e mi pare che l'autrice abbia un genuino interesse per il tema di cui tratta. Manca però del tutto la selezione e l'organizzazione del materiale: troppi temi, trattati superficialmente - e manca una logica generale, un filo conduttore che ci prenda per mano all'inizio e che girata l'ultima pagina ci dica cosa abbiamo letto...

Resta poi insoddisfatta la mia curiosità sul caso colombiano in particolare. La stragrande maggioranza del libro é dedicata infatti al terrorismo islamico, ed ai temi a me piú cari vanno solo pochi accenni: due paginette sulla "nascita del narcoterrorismo", una breve analisi della FARC e delle AUC come "stati guscio", accenni alla Colombia come un "paese in via di fallimento", una stima del fatturato dei San Andresitos (il 25% del pil nel 1996!!!), un'incomprensibile definizione delle FARC come "milizia" del cartello di Medellín (!?), la descrizione (anch'essa difficile da seguire) dei metodi del riciclaggio e l'affermazione che "in Colombia l'esercito combatte una guerra contro gruppi armati di sinistra per rendere il paese un luogo sicuro per gli affari dei miliardari"; poca roba e non particolarmente illuminante, insomma.

Giá verso la metá del libro ho cominciato a pensare di lasciarlo a metá: poteva essere la decisione giusta....


Scheda
Terrorismo S.p.A.
di Loretta Napoleoni
Il Saggiatore Tascabili; Gennaio 2008
(Pubblicato in inglese nel 2003, in italiano nel 2005)
ISBN 88-438-0577-0

Monday, 12 January 2009

All Marketers Are Liars

Ben scritto, carina (e giusta) l'idea, ma un po' deludente avendo letto per un bel po' il blog.
Non é troppo "americano" (un concetto ripetuto mille volte, un metodo volto a chi ti capisce solo per sfinimento), gli esempi si fanno leggere, l'insieme é fluido; ma non c'é niente che ti prenda, niente che ti faccia restare a bocca aperta, niente che lo renda un "page turner".

Basti dire che ci ho messo diverse settimane a finire 170 pagine in formato A5...

Scheda
All Marketers Are Liars
The Power of Telling Authentic Stories in a Low-Trust World
di Seth Godin
Penguin Books; Sesta edizione; (Pubblicato nel 2005)
ISBN 1-59184-100-3

Thursday, 8 January 2009

The White War

Un bel libro sulla Prima Guerra Mondiale italiana. Le battaglie, i personaggi, l'opinione pubblica, le alleanze, i fanti, la diplomazia, i caduti, il paesaggio, la cultura: 4 anni di vita e morte sui fiumi e sulle montagne del Nord Est.

Mark Thompson scrive leggero, e rende bene l'enormitá e la tragedia della Grande Guerra. Se da un lato descrive e segue gli eventi militari sul fronte italo-austriaco, dall'altro non trascura gli altri fronti, compreso quello politico interno. Escono molto mal parati il generale Cadorna e i negoziatori Orlando e Sonnino, e sono ben pochi i personaggi che si salvano. Ai politici, Thompson rimprovera di aver permesso che la vittoria paresse mutilata, e che gli italiani si unissero non nello Stato ma contro lo Stato, convinti che il loro sacrificio non fosse stato ben ripagato al tavolo della pace.

Di questo si approfittarono in tanti. Un nome su tutti? Mussolini.

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Scheda

The White War
Life and Death on the Italian Front
1915 - 1919

di Mark Thompson

Faber and Faber
Prima edizione, 2008

ISBN 978-0-571-22333-6