Friday, 7 August 2009

Las comadres de la parapolítica

di Juan Carlos Giraldo.

La storia di Eleonora Pineda merita un libro migliore di questo. Da estetista a deputata; dal dorso d'un asino (su cui andava a scuola) al Parlamento, e poi al carcere; da Pueblo Nuevo a Bogotà, passando per le mille fincas dei paramilitari, spesso accompagnata dal politico di turno.

A suo nonno gli hanno sparato in testa - lei presente. Il fratello Máximo "lo hanno sparito"; idem suo padre: all'epoca, l'Urabá non era proprio un posto sicuro. Tocca poi a due fratellastri, poi a due fratelli - uno ucciso ad un posto di blocco dell'esercito, l'altro un "falso positivo". Una strage. Un esempio (tra migliaia) di cosa significhi la violenza e di quanto valga la vita in Colombia.


Speravo - ed il titolo m'incoraggiava - che il libro mi raccontasse questa storia. Macché: su 400 pagine, almeno la metà sono dedicate ad altre storie di mafia, parapolitica, violenza e narcotraffico. L'omicidio Garzón, alias Cadena, le foto succinte di Yidis Medina per SOHO, i gemelli Mejía Múnera, la storia di Don Berna... tutte incredibili, interessanti e fondamentali, ma una distrazione da quella che sarebbe potuta essere una gran bella biografia.
Va detto che Giraldo se ne rende conto, e dedica pagina 407 a spiegare il libro é una storia della parapolitica e non una biografia delle "comadri".

Sarà pure che il titolo e la 4a di copertina glieli ha imposti l'editrice, ma come lettore mi sento imbrogliato.



No comments:

Post a Comment