Saturday, 31 October 2009

Cuarto Poder

di Emilio Juan Ruiz

Il libro é del 1996, ma la promessa del sottotitolo faceva ben sperare: "Come il potere economico s'inserisce nei media colombiani".

Speravo di trovare qualcosa sulla genesi delle tre grandi famiglie che ancor oggi dominano il panorama colombiano: Santos (El Tiempo), Santo Domingo (Caracol) ed Ardila Lulle (RCN). Ma purtroppo non c'é molto: qualche documento sfizioso, liste di azionisti, alcuni legami a me sconosciuti (ad esempio l'ex presidente Alfonso López Michelsen azionista di Caracol!), qualche dato sfizioso (la marca Postobón - ad esempio - viene dai cognomi del fondatore, Posada Tobón)e poco piú.

Vale lo sforzo, ma il risultato piú importante del libro é sottolineare come ancora non abbia trovato una vera storia dei media colombiani (o un'analisi profonda delle loro relazioni col potere economico).



Wednesday, 28 October 2009

King Camp Gillette

di Tim Dowling

Cento pagine formato A6, giusto giusto per un lungo commute in metropolitana. La serie si chiama Short Lives, la collana Short Books, il formato é perfetto per i tasconi di moda e l'autore - appuntamento fisso del sabato mattina sul Guardian Weekend - é una garanzia.

Lui, l'inventore della "lametta Gilletta", é un personaggio curioso, che si ammira ma al quale non ci si affeziona. Piú interessante l'opportunitá di scoprire come nascevano - cent'anni fa - i colossi economici di oggi: una buona idea, tanto sudore e persistenza, l'onnipresente capitale, la pubblicitá.... c'é tutto il capitalismo dei primi tempi (e sorprende scoprire in Gillette un utopista simil-socialista...)

Saturday, 24 October 2009

El nuevo aire de la televisión colombiana

É la "trascrizione" di un convegno organizzato dall'Università Javeriana per discutere della legge 182 del 1995.

Ha quasi 15 anni, quindi, ma il problema non é l'età - é l'insopportabile tono d'accademia, l'infarcitura di citazioni dotte, l'autoreferenzialitá... Oltretutto: all'epoca, tutti avevano ben presente cosa stava succedendo e qual'era il contenuto della Legge, ma considerando che un libro resta leggibile per decenni (io ne sono la prova), un riassuntino ad uso dei posteri ci sarebbe stato bene...

Tra i partecipanti Carlos Mejía Berrío (che compare tra i cento "potenti" dell'anno di Dinero), un paio di futuri ministri, Juan Guillermo Garcés - che vince il premio "Ve L'Avevo Detto" grazie alla seguente previsione: "sono sicuro che questo processo di privatizzazione ci porterá, in una decina d'anni, alla concentrazione della TV in mano pochi gruppi economici molto forti. Caracol ed RCN domineranno il mercato" - e l'attuale sindaco di Bogotá Samuel Moreno Rojas, che difende i meccanismi anticoncentrazione della legge alla quale lavorò come senatore e conclude dicendo: "se si avvererá la previsione di Garcés, dovremo ammettere di esserci sbagliati"...

Friday, 23 October 2009

Friday, 16 October 2009

La democrazia in 30 lezioni

di Giovanni Sartori

Avrebbero dovuto titolarlo "30 lezioni sulla democrazia", ma avrebbe venduto meno. Invece - con questo titolo ammiccante e dimensioni ridotte da ombrellone - sicuro i 9 Euro che costa li hanno moltiplicati per svariate migliaia di copie.

É un librettino insulso, che vi consiglio di evitare.

Si salva solo perché breve, e la sola é cosí corta che non pesa.

9/11 Contradictions

di David Ray Griffin

Saturday, 10 October 2009

Nudge

di Richard Thaler e Cass Sunstein

Wednesday, 7 October 2009

The spoilt generation

di Aric Sigman

Immaginavo che il Dottor Sigman avesse inteso lo "spoilt" nel titolo come "viziato" e non come "rovinato" - ma dopo aver letto l'ultimo capitolo non sono più tanto sicuro...

Che impatto ha sui bambini la marea di cambiamenti sociali che ha travolto la famiglia? Vedere più TV che "volti umani" é solo una triste condizione o ha anche un impatto sullo sviluppo? Passar tempo con la mamma é meglio, peggio o lo stesso che stare al daycare? "Fare la voce grossa" ha anche un significato evolutivo profondo?

"Per la prima volta nella storia dell'uomo, la maggior parte delle storie raccontate ai bambini non vengono dai genitori, dai nonni o dalla chiesa, ma da corporazioni lontane che vogliono venderci qualcosa". Basta questo concetto per chiarire che - davvero - stavolta qualcosa é cambiato, ed i nostri figli vivono in un mondo diverso; e non cito neppure gli universi virtuali dei "social network"...

Mi piace l'idea di fondo: educare i propri figli é un'attività sociale, che deve prepararli alla convivenza ed alla condivisione - non solo alla soddisfazione dei desideri od alla realizzazione dei sogni personali. E apprezzo l'approccio non politically correct: é chiaro che il Sigman non intende conquistare i voti o l'audience di gruppi come le mamme che lavorano, i separati e divorziati o una maggioranza dei genitori inglesi ed americani... Ha anche le idee chiare su come certi sviluppi sociali siano dovuti non al "comune sentire" ma al "dirottamento" di certi temi, che accade quando una minoranza fortemente motivata orienta le politiche sulla questione che gli interessa - e che per alla stragrande maggioranza delle persone non sembrava neppure un problema. Perché - ad esempio - in certi paesi sculacciare un bambino é un reato punibile con la galera? In che momento abbiamo dato credito all'argomento che vede nel buffetto il primo passo verso la violenza familiare?

Un bel libro - importante anche per i non genitori, perché anche a loro toccherà convivere con i figli degli altri...