Saturday, 28 November 2009

Super Crunchers

di Ian Ayres

Un'altro stile "Freakonomics", "The undercover economist" o "Buy-ology": un'intuizione, tanti esempi, qualche informazione sfiziosa, scrittura scorrevole e - me ne comincio a rendere conto ora - un bel po' di citazioni incrociate.

In questo caso l'intuizione é che con tanti dati facilmente raccoglibili, la statistica e le sue tecniche sostituiranno l'intuizione - o meglio: la relegheranno (in certi campi) ad un ruolo d'indirizzamento del "data crunching", al quale verrà affidato il compito d'indicare la soluzione.

Se l'avessi letto prima degli altri, magari gli avrei dato 4 stelle!

Monday, 23 November 2009

Culture Jam

di Kalle Lasn

Questo "manuale di resistenza del consumatore globale" é stato scritto dieci anni fa, sulla base di esperienze ancora precedenti - più o meno dalla caduta del muro di Berlino. Leggerlo nel 2009 fa scattare il meccanismo del "vediamo se ci ha preso", manco fosse un romanzo di fantascienza: importanza dei "meme" (sì); sconfitta della Philip Morris (no); il guidatore d'auto privata visto male come un fumatore (solo presso target moooolto speciali, tipo 35 - 44 laureati Greater London).
Ma é la previsione sul potenziale impatto degli adbusters che risulta in generale sbagliata - o forse solo posticipata: i media continuano a dominare le nostre giornate (semmai, ancor piú di prima), America TM é in splendida forma e neanche il nuovo 1929 riuscito a schiodare i G7 (o 8, o 20) dal ponte di comando.

Il libro comincia bene e finisce cosí cosí: le quattro stagioni della resistenza (Autunno ed Inverno per inquadrare il problema, Primavera ed Estate per risolverlo) scivolano verso il vago ed il fumoso, e la passione della prima parte si stempera in appelli poco credibili all'azione individuale, al teppismo ed alla guerriglia urbana (OK, esagero, ma manco tanto).

Quattro su cinque, comunque, per premiare l'intuizione - giustissima - che ci sia qualcosa di marcio nel nostro consumo sfrenato e l'entusiasmo e la freschezza (nonostante i dieci anni) delle prime 150 pagine.

Friday, 20 November 2009

Managing Media Companies

di Annet Aris e Jacques Bughin

Jacques é McKinsey e Annet lo é stata, prima di passare all'INSEAD. É un libro di testo per MBA, pieno di case studies interessanti e - per fortuna, considerato il momento - molto aggiornato (edizione 2009).

I media devono fronteggiare 4 cambi di paradigma: dalla gestione della scarsità alla ricerca dell'attenzione; dal consumo del contenuto all'interazione con esso; dal pay al free; dal reach all'impatto in pubblicità.

Roba grossa, e molto interessante per chi di media ci vive (come me, da tanti anni). Il libro é pieno di grafici, di semplificazioni estreme (che aiutano a costruire il "punto di partenza") e di dati su aziende come Endemol, Youtube, RTL eccetera che sarebbero difficili da incontrare altrove - una volta letto, diventa un testo di riferimento - almeno per qualche anno!


Sunday, 15 November 2009

The undercover economist

di Tim Harford

L'ennesimo libro sul fascino nascosto della scienza economica, sul come essa sia in primis scienza delle persone e sul perché il libero mercato vada lasciato lavorare per stare tutti meglio.

Molti degli esempi dell'autore li avevo già letti da qualche altra parte: i venditori di auto usate, le assicurazioni sulla salute - persino il lungo capitolo sui prezzi del caffé non suona "fresco".

Non é colpa dell'autore, immagino: dipende da quale libro(i) leggi prima!

Questo é abbastanza ben scritto, ma non ha una struttura abbastanza forte da essere convincente. Il target ideale sono studenti d'economia che non stanno capendo le lezioni di macro: a loro - sì - sarebbe molto utile. A me ha un po' stufato giá a metá, e l'ho finito con sacrificio.

Friday, 6 November 2009

El asesinato de Galán

di Fernando Cortés Arévalo

Inizia benissimo, questo libro: la narrazione dell'omicidio, la tensione che s'accumula nei giorni precedenti, il ritratto del candidato liberale e dei suoi nemici che tramano nell'ombra... tutto il dramma ed il peso di un "magnicidio" che ha cambiato la storia del paese.

Peccato che poi Arévalo perda il filo, divaghi su inutili biografie (c'é davvero bisogno di raccontare la storia di Pablo Escobar in un libro su Galán? E la fuga dalla Catedral?), non riesca a tenere alta la tensione e sprechi il finale con due "documenti" giudiziari (le virgolette sono d'obbligo, visto che afferma di averli molto modificati) che affossano lo stile e disperdono l'emozione.

Trapela - in eccesso - la convinzione che Santofimio sia colpevole, anche se non ci sono altre prove che non siano le due confessioni di Popeye e Carlos Alberto Oviedo Alfaro (l'uno criminale incallito e braccio destro di Escobar, l'altro avvocato dei narcos ma anch'egli in galera per un doppio omicidio; per caritá, non che Santofimio mi risulti simpatico, ma anche questi due non l'inviterei a casa a cena...); m'immagino che ora stia lavorando ad una seconda riscrittura, visto che nel 2007 (due anni dopo questa "edizione attualizzata") anche Virginia Vallejo si é unita alla lista dei testimoni col suo "Amando a Pablo - Odiando a Escobar").


É quindi un libro per appassionati, per quei lettori che - come me - perdonano i difetti di forma ed ammirano il coraggio di prendere carta e penna e dire verità scomode che - nonostante siano passati 20 anni - ancora scottano.