Monday, 23 November 2009

Culture Jam

di Kalle Lasn

Questo "manuale di resistenza del consumatore globale" é stato scritto dieci anni fa, sulla base di esperienze ancora precedenti - più o meno dalla caduta del muro di Berlino. Leggerlo nel 2009 fa scattare il meccanismo del "vediamo se ci ha preso", manco fosse un romanzo di fantascienza: importanza dei "meme" (sì); sconfitta della Philip Morris (no); il guidatore d'auto privata visto male come un fumatore (solo presso target moooolto speciali, tipo 35 - 44 laureati Greater London).
Ma é la previsione sul potenziale impatto degli adbusters che risulta in generale sbagliata - o forse solo posticipata: i media continuano a dominare le nostre giornate (semmai, ancor piú di prima), America TM é in splendida forma e neanche il nuovo 1929 riuscito a schiodare i G7 (o 8, o 20) dal ponte di comando.

Il libro comincia bene e finisce cosí cosí: le quattro stagioni della resistenza (Autunno ed Inverno per inquadrare il problema, Primavera ed Estate per risolverlo) scivolano verso il vago ed il fumoso, e la passione della prima parte si stempera in appelli poco credibili all'azione individuale, al teppismo ed alla guerriglia urbana (OK, esagero, ma manco tanto).

Quattro su cinque, comunque, per premiare l'intuizione - giustissima - che ci sia qualcosa di marcio nel nostro consumo sfrenato e l'entusiasmo e la freschezza (nonostante i dieci anni) delle prime 150 pagine.

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