Friday, 18 December 2009

Sunday, 13 December 2009

Friday, 11 December 2009

Tribes

di Seth Godin

Non c'è l'indice, non ci sono capitoli: il libro mette in fila un paragrafo dopo l'altro, e lascia che il free flow delle idee, degli episodi e delle considerazioni ci porti a spasso attorno ad un medesimo concetto - che il modno (degli affari, di internet ma non solo) ha bisogno di leader appassionati.

Ero un po' scettico al principio: il Godin di libri ne pubblica davvero tanti, ad un ritmo che puzza di ghost writer. Il suo blog però è davvero carino e - come direbbe lui stesso - si è conquistato la mia fiducia.

Una volta accettata la de-strutturazione dei contenuti, mi sono fatto prendere e - nemmeno 4 ore dopo - lo avevo finito: leggero ma non banale, superficiale ma solo all'apparenza, "Tribes" è un bel libro, che appoggi sul comodino e ti dispiace che la "storia" non continui.

(Da sola vale il libro la citazione di Steve Ballmer: "Google is not a real company. It is a house of cards". L'avrà detto davvero???).

Thursday, 10 December 2009

Tirando o macaco

di Flavio Ferrari

Competing on Analytics

di Thomas H. Davenport e Jeanne G. Harris

Sunday, 6 December 2009

The return of depression economics

di Paul Krugman

Corto, essenziale, elegante, solido: non un libro eccezionale ma un'opera di livello - non un "libro di moda", insomma, ma un contributo concreto alla diffusione della comprensione dell'economia.

L'analisi nasce nel 1999 (anno della prima edizione) e viene rispolverata per il credit crunch in corso. La storia é la stessa: autoritá distratte (o compiacenti) lasciano fare il bello ed il cattivo tempo a (piccoli) gruppi che muovono grandi(ssime) somme di denaro, finché il giocattolo si rompre e paga Pantalone.

Lo shadow banking system che é crollato nel 2008 ha lasciato migliaia di milionari in giro per il (primo) mondo e spaventosi deficit fiscali che verrano ripagati con le tasse di tutti. Un'efficace meccanismo di redistribuzione...

Per risolvere la crisi del '29 (e la Depressione degli anni Trenta) ci volle "un programma d'investimenti statali - finanziato col deficit di bilancio - meglio noto come la Seconda Guerra Mondiale"; speriamo di cavarcela con meno, stavolta.